Il futuro della tutela del patrimonio archeologico si discute a Bari
Le Soprintendenze al centro del dibattito
Uno degli aspetti più significativi della giornata è il ruolo attivo che le istituzioni territoriali di tutela vi ricoprono: non come interlocutori di cornice, ma come protagoniste della ricerca applicata sul campo.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, rappresentata dalla Soprintendente Dott.ssa Francesca Romana Paolillo insieme alle colleghe Caterina Annese ed Elena Dellù, presenterà le esperienze maturate nella gestione del patrimonio archeologico territoriale attraverso metodologie multidisciplinari e sperimentali per la tutela e il monitoraggio conservativo. Un contributo che testimonia come le Soprintendenze non siano soltanto organi di verifica e autorizzazione, ma laboratori vivi di innovazione nella cura del patrimonio: capaci di coniugare la profondità della conoscenza storica con l’apertura agli strumenti più avanzati della diagnostica e del monitoraggio.
Parimenti, la Soprintendenza ABAP per le Province di Foggia-Barletta-Andria-Trani e il Castello Svevo di Bari – Direzione Regionale dei Musei Nazionali Puglia, attraverso l’Arch. Anita Guarnieri — che guida entrambe le strutture — insieme a Savino Gallo e Annalinda Iacoviello, illustreranno i progetti attualmente in corso per la tutela e la valorizzazione del patrimonio affidato alla loro responsabilità. Esperienze concrete, radicate nel territorio, che mostrano come la DG ABAP e le sue articolazioni periferiche siano oggi capaci di operare con visione sistemica, integrando conservazione, valorizzazione e innovazione tecnologica in un approccio coerente e aggiornato.
La presenza di queste istituzioni — nei saluti istituzionali e nelle sessioni scientifiche — riflette una concezione della tutela come pratica continua e informata: fondata sull’ascolto del patrimonio e sulla capacità di leggerne i segnali di fragilità prima che diventino irreversibili.
Un cambio di paradigma per la conservazione
Accanto ai contributi delle Soprintendenze, la giornata ospita ricercatori e docenti dei principali atenei italiani — Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Università di Napoli Federico II, Università Parthenope, Università di Genova — e rappresentanti di istituzioni scientifiche quali l’Istituto Centrale per il Restauro, il Centro per Cultural Heritage Technology dell’ITT di Venezia e Planetek Italia. I loro interventi esplorano tecniche di rilievo diagnostico non distruttivo, sistemi di Structural Health Monitoring (SHM), monitoraggio satellitare e modellazione strutturale avanzata.
Punto di convergenza di tutte le sessioni è un’idea semplice nella sua formulazione, ma ambiziosa nella pratica: passare da un modello di intervento a posteriori — quello che agisce sul danno già avvenuto — a una gestione informata dal dato, capace di intercettare il degrado nelle sue fasi iniziali e di orientare le decisioni di tutela su base oggettiva.
Un caso studio emblematico è rappresentato dalle Terme Femminili di Pompei, su cui il MiC ha finanziato un progetto pilota di monitoraggio strutturale i cui risultati saranno presentati nel corso della giornata. Un sito scelto per la complessità delle sue problematiche conservative e per la sua esemplarità rispetto all’intero patrimonio archeologico nazionale. Il Parco Archeologico di Pompei, attraverso il Direttore Generale Dott. Gabriel Zuchtriegel e la Responsabile Ricerca e Innovazione Alessandra Zambrano, porterà la propria esperienza di ricerca applicata alla conservazione del sito vesuviano.
I saluti istituzionali
La sessione inaugurale vedrà i saluti del Rettore del Politecnico di Bari, Prof. Ing. Umberto Fratino, del Direttore Generale per la Digitalizzazione e la Comunicazione del MiC, Dott. Andrea De Pasquale, dei Presidenti degli Ordini degli Ingegneri di Bari e Napoli, del Presidente dell’Ordine degli Architetti di Bari, nonché della Presidente Nazionale di A.I.D.I.A., Arch. Anna Vella.
La giornata si chiuderà con un evento musicale e una visita guidata all’ex complesso di San Francesco della Scarpa, a cura del Dott. Francesco Lofano della Direzione Regionale dei Musei Nazionali Puglia — un percorso nella storia materiale di Bari che è, a tutti gli effetti, il miglior epilogo possibile per una giornata dedicata a custodire il passato con gli occhi del futuro.
Informazioni pratiche
La partecipazione è a numero chiuso (20 posti disponibili). L’evento è accreditato con 3 CFP dall’Ordine degli Ingegneri e 6 CFP dall’Ordine degli Architetti.
Segreteria organizzativa: CIC Sud – Centro Italiano Congressi


