Giovedì 15 ottobre a Lucca la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio presenta sei progetti delle Soprintendenze: il patrimonio protetto si apre a comunità, giovani e territori.

Dai quartieri di Genova ai fondali del lago di Bolsena: a LuBeC 2026 la tutela diventa leva di sviluppo

Giovedì 15 ottobre a Lucca la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio presenta sei progetti delle Soprintendenze: il patrimonio protetto si apre a comunità, giovani e territori.

Un museo nato nel cuore della Garfagnana. Un quartiere genovese che riparte dalle sue ville storiche. Un villaggio dell’età del Ferro che oggi si visita immergendosi nel lago. Sono alcune delle storie che la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio (DG ABAP) porta a LuBeC – Lucca Beni Culturali, in programma al Real Collegio il 14 e 15 ottobre, con il convegno “Strategie e prospettive per il settore culturale”, a cura del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale.

L’idea di fondo è semplice: tutelare non significa chiudere, ma aprire. Quando la tutela dialoga con la valorizzazione, con i territori e con chi li abita, il patrimonio diventa conoscenza, partecipazione e opportunità. Le Soprintendenze lo dimostrano ogni giorno, come presidio attivo che costruisce futuro.

Il viaggio comincia con “L’eredità che genera futuro”, il racconto della Soprintendenza di Caserta e Benevento guidata da Mariano Nuzzo, e prosegue a Genova, dove la rigenerazione del quartiere di Sampierdarena riparte dal patrimonio storico, tra inclusione, formazione giovanile e innovazione, insieme al Comune. L’intervento, che punta a nuove funzioni pubbliche sociali e formative, rientra nel Piano Urbano Integrato “Da periferie a nuove centralità urbane”.

In Garfagnana si scopre il MuGAr, inaugurato nel giugno 2025 nell’ex convento di Sant’Anna a Pieve Fosciana: un museo che racconta la storia millenaria della valle con reperti provenienti da tutti i 15 Comuni, tra cui la rarissima corazza in bronzo di Cima la Foce, di età protostorica. A Napoli il progetto “Le trame degli aragonesi, il segreto delle arche” usa la gamification per trasformare la scoperta della città in un gioco.

Poi si va sott’acqua. La Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, con sede a Taranto e centri operativi a Napoli e Venezia, affronta il tema “Patrimonio sommerso, patrimonio condiviso”: inclusione, partecipazione, innovazione. A Bolsena, infine, il villaggio palafitticolo del Gran Carro, scoperto nel 1959 e risalente alla prima età del Ferro, è oggi un parco archeologico sommerso realizzato con fondi PNRR. Offre un percorso subacqueo accessibile anche ai non vedenti, un percorso in snorkeling, barche a fondo trasparente, illuminazione notturna e un tour virtuale.

Presentano e moderano Cristina Bartolini e Irene De Simone (DG ABAP, Servizio III). Intervengono i Soprintendenti Mariano Nuzzo, Vincenzo Tiné, Angela Acordon, Angelo Michele Raguso e Margherita Eichberg, con funzionari delle Soprintendenze e partner dei territori.

L’appuntamento è giovedì 15 ottobre 2026, dalle 9.30 alle 13.00, nella Sala E (MiC), al primo piano del Real Collegio di Lucca, in Piazza del Collegio 13.