PESCARA – Intervento di recupero e restauro del Circolo Canottieri “La Pescara”.
Progetto di consolidamento e restauro architettonico.
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara
- Importo complessivo: € 1.800.000,00
- Fonte finanziamento: Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013.
- Inizio lavori: 01 febbraio 2023
- Fine lavori prevista: 20 marzo 2026
Descrizione generale del progetto
Il progetto di recupero e restauro del Circolo Canottieri “La Pescara” nasce dalla volontà della Soprintendenza di intervenire sull’immobile storico tutelato della cosiddetta Pescarina al fine di recuperare uno degli immobili di architettura moderna più importanti della città pescarese e dell’intero panorama abruzzese. Obiettivo prioritario del progetto è quello di recuperare la pienezza figurativa dell’opera, assicurandone al contempo l’uso originario.
Le linee di indirizzo generali del progetto riguardano il RESTAURO ARCHITETTONICO del monumento, il MIGLIORAMENTO e l’ADEGUAMENTO alle norme vigenti (strutturale, antincendio, igienico-sanitario, urbnistica, funzionale, accessibilità) e il recupero della FRUIBILITÀ degli spazi per la collettività.
L’idea progettuale nasce con la volontà di restituire all’edificio del Circolo Canottieri l’estetica razionalista originale pensata dall’ing. Pompeo De Pompeis, scaricando quindi il corpo di fabbrica da tutte le superfetazioni che si sono susseguite nel tempo, restituendo alla comunità locale quello che un temporappresentava uno dei più importanti centri della città. Per raggiungere questo obiettivo si procederà prioritariamente con le operazioni di demolizione.
Le operazioni di demolizione delle superfetazioni, delle tamponature incoerenti e del torrino posto in falso hanno consentito di operare gli interventi di tipo strutturale, necessarie per l’adeguamento della struttura.
Terminate le operazioni di rinforzo strutturale con realizzazione di un esoscheletro in acciaio per il consolidamento della struttura in cemento armato ed i solai in latero-cemento, si è proceduto con il reintegro degli ultimi due livelli che rappresentano la torretta. È stata progettata per questa porzione di edificio una nuova struttura intelaiata in acciaio con idonei ancoraggi alla struttura in calcestruzzo armato rinforzata esistente, che rappresenta tipologicamente una soluzione di gran lunga più idonea rispetto a quella esistente.
Alle operazioni di ripristino degli elementi necessari a restituire l’immagine originaria dell’edificio del Circolo Canottieri si sono aggiunte delle integrazioni oggi necessarie per garantire la corretta fruibilità degli spazi: i collegamenti verticali. Questi si sintetizzano in un corpo scale esterno in acciaio, che sostituisce quello in cemento armato demolito, ed un ascensore interno, entrambi per permettere il collegamento dal piano terra, quota lungofiume, al secondo piano, quota terrazza. Il corpo scala addossato alla parete sud-ovest è caratterizzato da pannelli in alluminio retroilluminati, a rivestimento degli elementi verticali in acciaio della struttura, con fori circolari, permettendo il passaggio della luce attraverso un motivo dinamico che richiama idealmente l’elemento acqua e le attività sportive ad esso collegate.
Il primo piano è il piano dedicato alle attività del Circolo Canottieri “La Pescara”, con una grande palestra rinnovata rispetto quella attuale, direttamente collegata alla rimessa canoe posta all’esterno, ed i servizi annessi alle attività del circolo.
Gli ultimi piani, che rappresentano la torretta, ospitano un bar ed i relativi locali di servizio. La grande terrazza è lasciata libera ed usufruibile sia dai clienti del bar che dai visitatori esterni.
Per l’area esterna si interviene seguendo la volontà di riqualificare un’area che è stata protagonista della storia dell’evoluzione dell’intera città di Pescara. L’obiettivo è quindi quello di recuperare il lungargine in corrispondenza dell’edificio del Circolo Canottieri, attraverso la restituzione alla comunità dell’area adiacente, oggi in abbandono e soggetta ad episodi di vandalismo. In questo modo sarà possibile far tornare l’area fruibile per attività all’aperto e come luogo di incontro.

