Appia Regina Viarum – Tratto Canosa di Puglia _ Arco di Terenzio e Ponte Romano.
Intervento di restauro strutturale e di superficie, interventi di valorizzazione.
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta, Andria, Trani e Foggia
- Importo complessivo: € 1.650.000,00
- Fonte finanziamento: Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al PNRR, Intervento 12 “Percorsi nella storia – treni storici e itinerari culturali”.
- Inizio lavori: 13 settembre 2024
- Fine lavori prevista: 21 aprile 2027
Descrizione generale del progetto
Il progetto ha l’obiettivo di valorizzare e mettere a sistema alcuni dei beni e siti appartenenti al patrimonio storico artistico, archeologico, architettonico e paesaggistico del territorio di Canosa di Puglia che ricadono sul tratto della via Traiana compresa fra il Ponte romano sul fiume Ofanto e l’Arco onorario.
Il Ponte romano costituisce una suggestiva testimonianza del periodo romano (I – II sec. d.c.) fatta realizzare dall’imperatore Traiano affinché la via (chiamata poi Traiana) proveniente da Benevento potesse continuare verso Brindisi, consentendo l’attraversamento del fiume Ofanto. Il ponte ha subito nel corso dei secoli numerosi interventi di restauro e manutenzione; fu restaurato nel Medioevo, nel periodo
dell’amministrazione del Regno di Napoli e nell’immediato dopoguerra, quando il ponte antico fu sostituito per il traffico veicolare dal ponte realizzato a valle del precedente sulla S.S. 98.
L’Arco onorario di Canosa di Puglia, posto lungo il percorso della via Traiana, rappresenta uno dei monumenti identitari della città. Realizzato molto probabilmente entro la metà del II d.C., si presenta come un arco a fornice unico (8,50 x 12 x 5 m), sormontato da un attico di cui si conserva solo la cornice in blocchi di calcarenite aggettanti e parte del podio centrale. La struttura è stata realizzata a sacco, con un nucleo di malta e spezzoni informi di calcarenite rivestito da una cortina laterizia, che oggi ne rappresenta l’unico rivestimento.
Ad ora, i lavori in corso si stanno concentrando sull’Arco onorario. Sono state condotte diverse tipologie di analisi diagnostiche, che hanno incluso tecniche più tradizionali, come lo studio di campioni di malta, e l’applicazione di interventi più innovativi, come la modellazione in ambiente BIM. Oltre alle indagini dirette sulla struttura, sono stati realizzati quattro saggi archeologici in corrispondenza degli angoli interni ed esterni dell’arco, i quali hanno permesso di verificare e valutare lo stato di conservazione delle fondazioni, non indagate in fase di progettazione.
Ne sono derivati interventi di restauro che consistono in: pulitura delle superfici murarie da depositi incoerenti, coerenti e patine biologiche; integrazione delle porzioni mancanti sia del nucleo interno sia dei laterizi di rivestimento; messa in sicurezza delle porzioni interessate da ampie fessurazioni tramite ancoraggi a iniezione controllata; integrazione e realizzazione di nuove stilature in malta dei laterizi; consolidamento dei lacerti di cocciopesto; applicazione di un protettivo superficiale. L’intervento in corso si presenta, quindi, come un restauro conservativo che vede l’impiego di elementi compatibili con i materiali in opera e che tenta di far dialogare e uniformare i segni degli interventi di restauro succedutisi nel tempo.
Al fine di costruire un percorso di conoscenza condiviso con la comunità del luogo, la progettualità sta promuovendo anche attività di valorizzazione e di iniziative finalizzate a restituire al patrimonio la sua funzione di connettore di relazioni, educazione e identità.

