Sant’Agata de’ Goti, mille anni di storia da mettere in sicurezza: la rinascita di Sant’Angelo in Munculanis.
Un intervento PNRR per la sicurezza sismica di una chiesa simbolo, custode delle stratificazioni storiche del borgo. Tutela, ricerca e valorizzazione per un patrimonio unico nel cuore del Sannio.
Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento
- Importo complessivo: € 400.000,00
- Fonte finanziamento: Investimento 2.4 “Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio FEC e siti di ricovero per opere d’arte (Recovery Art)” – Linea d’azione 1 (M1C3), finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU
- Inizio lavori: 24 febbraio 2026
- Fine lavori prevista: 30 giugno 2026
Descrizione generale del progetto
Nel cuore del centro storico di Sant’Agata de’ Goti, uno dei borghi più suggestivi della Campania, la Chiesa di Sant’Angelo in Munculanis racconta una storia lunga oltre mille anni. Un luogo in cui si intrecciano epoche, stili e culture: dalle origini bizantine alla stagione longobarda, fino alle trasformazioni romaniche e ai rifacimenti settecenteschi.
Oggi questo straordinario palinsesto architettonico è al centro di un intervento di sicurezza sismica finanziato dal PNRR, portato avanti dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, con l’obiettivo di preservarne l’integrità e garantirne la trasmissione alle future generazioni. L’edificio, infatti, presenta diffusi dissesti strutturali, dovuti sia a eventi calamitosi che ai naturali assestamenti del terreno e alla complessità della sua configurazione costruttiva, frutto di secoli di stratificazioni.
Il progetto si inserisce in un contesto urbano di grande valore storico, sviluppatosi su un banco tufaceo tra i torrenti Martorano e Riello, con un impianto medievale di origine normanna ancora perfettamente leggibile. In questo scenario, la chiesa rappresenta un caso emblematico di architettura religiosa campana, capace di raccontare l’evoluzione del territorio attraverso le sue murature, i materiali e le trasformazioni subite nel tempo.
L’intervento non si limita alla messa in sicurezza, ma diventa anche un’occasione unica di conoscenza e approfondimento scientifico. Le indagini diagnostiche hanno già restituito risultati sorprendenti: dalla scoperta di un possibile passaggio interrato, tramandato dalla memoria locale, alla presenza di elementi architettonici nascosti, come colonne marmoree inglobate nei pilastri settecenteschi e tracce di strutture originarie oggi non più visibili.
Un cantiere che, dunque, non solo protegge, ma svela e valorizza, restituendo alla collettività un patrimonio identitario di straordinario valore storico e culturale.
Curiosità
Gli interventi di consolidamento sono diventati una occasione preziosa, quasi irrepetibile, per la conoscenza di un patrimonio poco indagato e studiato. Le indagini diagnostiche propedeutiche all’elaborazione del progetto di messa in sicurezza hanno permesso di individuare mediante georadar la presenza di un passaggio interrato, favoleggiato dagli anziani, la presenza di resti di colonne marmoree all’interno dei pilastri settecenteschi, elementi murari che inducono ad ipotizzare che il campanile fosse un elemento isolato poi inglobato nella chiesa e che le absidi intradossate delle navate siano state distrutte nel tentativo di creare un ingresso sul fronte opposto a quello della torre campanaria.

