Restauro, studio e valorizzazione dei reperti archeologici provenienti dagli scavi dell’ex Manifattura Tabacchi (2004–2007).
Restauro specialistico e valorizzazione di reperti archeologici mobili e del loro contesto di provenienza.
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia
- Importo complessivo: € 300.000,00
- Fonte finanziamento: Programmazione Straordinaria dei Lavori Pubblici ex L. 190 per il Triennio 2025-2027.
- Inizio lavori: gennaio 2026
- Fine lavori prevista: dicembre 2027
Descrizione generale del progetto
Il progetto riguarda il recupero, lo studio e la valorizzazione dell’ampio complesso di reperti archeologici rinvenuti negli scavi dell’ex Manifattura Tabacchi di Santa Croce, condotti tra il 2004 e il 2007 in un’area di eccezionale interesse storico e ambientale. I materiali, oggi conservati presso il deposito statale del Lazzaretto Nuovo, rappresentano un archivio unico per ricostruire l’evoluzione insediativa e produttiva della Venezia medievale e moderna: oltre trecento casse di ceramiche, metalli, vetri, resti lignei, reperti organici e manufatti compositi, in parte ancora da restaurare e mai sottoposti a uno studio sistematico. A distanza di oltre quindici anni dallo scavo, la Soprintendenza intende avviare un intervento organico che tenga insieme tutela, ricerca scientifica e valorizzazione, secondo un modello integrato di gestione del patrimonio. Il progetto prevede il trasferimento controllato dei reperti presso un laboratorio accreditato, la loro analisi conservativa e il restauro con metodologie compatibili e reversibili, l’aggiornamento degli imballaggi secondo i criteri dei CAM, e una serie di diagnosi archeometriche indispensabili per comprendere natura, provenienza e tecnologia dei materiali. Parallelamente, il progetto mira a costruire un vero e proprio corpus digitale della Manifattura Tabacchi: catalogazione ICCD (schede RA), digitalizzazione delle immagini e dei disegni di scavo, integrazione dei dati nel SIGECWeb e nella piattaforma GIS della Soprintendenza. Questa fase consentirà non solo di preservare la memoria scientifica dell’intervento, ma anche di renderla finalmente utilizzabile in modo stabile, interoperabile e aperto. La restituzione al pubblico è parte integrante del progetto: i risultati saranno infatti valorizzati attraverso una mostra dedicata, un catalogo scientifico e attività divulgative rivolte alla cittadinanza e alle scuole. L’intervento si configura così come un cantiere pilota, capace di trasformare un deposito di materiali ancora quasi del tutto inediti in una risorsa conoscitiva e culturale condivisa, contribuendo alla costruzione di una storia urbana più completa e profondamente radicata nella materialità degli scavi veneziani.

