Bettona, Villa del Boccaglione. Completamento restauro del piano secondo e terzo del corpo principale (ex residenza)

Consolidamento e restauro della chiesa e restauro dei giardini storici

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria

  • Importo complessivo: € 300.000,00
  • Fonte finanziamento: D.M. 28/01/2016 – Programmazione triennale 2016-2018 art. 1 comma 9 e 10 Legge del 23.12.2014 n. 190

  • Inizio lavori: 28 novembre 2022
  • Fine lavori prevista: 16 novembre 2025
Descrizione generale del progetto

L’intervento interessa il Complesso Settecentesco della Villa del Boccaglione in Località Passaggio di Bettona (PG), Bene di proprietà del Demanio dello Stato dallo stesso acquisito in condizioni di significativo dissesto e degrado, in consegna alla Soprintendenza dal 1991. Dal 1991 ad oggi il Complesso è stato oggetto di numerosi interventi di consolidamento e restauro, al fine di assicurarne la tutela dei valori storico-architettonici e storico-artistici riconosciuti e di consentirne la valorizzazione, mediante l’individuazione di una destinazione d’uso coerente e la restituzione ad una fruizione collettiva. L’intervento in oggetto corrisponde al III Lotto dei lavori di un più ampio progetto che ha interessato il volume della Villa, di parte degli annessi (Ex Limonaia) e dei giardini e interessa la piccola Chiesa della SS. Annunziata, costituente parte della quinta che delimita la Corte d’Onore antistante la Villa. La Chiesa, con caratteri di cappella di famiglia, come la maggior parte dei volumi presenti all’intorno era stata oggetto di interventi di messa in sicurezza provvisoria dopo l’acquisizione al Demanio ed alla Consegna alla Soprintendenza, con rimozione delle porzioni di copertura pericolanti, installazione di coperture provvisorie in lamiera e puntellature interne, ai fini della protezione delle strutture e degli apparati decorativi interni dall’azione delle acque meteoriche e di consentire la stabilità della volta in laterizio a copertura dell’aula e del solaio del matroneo in attesa di un intervento di messa in sicurezza definitivo.
L’intervento in oggetto, nell’ambito dell’esecuzione dei lavori di cui alla Perizia n. 28/2016 e Variante n. 1/2020 CAP 8099, si è concentrato sulla messa in sicurezza definitiva della volta a botte in laterizio a copertura dell’aula e sul rifacimento della copertura, con contestuale intervento di consolidamento delle murature sommitali e opere di finitura correlate, al fine di potere procedere in una seconda fase al completamento delle opere di consolidamento delle strutture verticali e del solaio del matroneo, nonché alla messa in sicurezza e restauro degli apparati decorativi presenti sui paramenti murari interni e all’intradosso della volta.

  • Fase 1 – Nel corso della cantierizzazione dell’area dei lavori, rimossa la vegetazione infestante diffusamente presente nell’area e avviluppante anche la ex Chiesa, si è rilevata la presenza di materiali di risulta in cumuli provenienti da precedenti lavorazioni e coperti dalla vegetazione stessa; si è rilevato inoltre che le opere provvisionali realizzate nel precedente intervento di messa in sicurezza insistevano su parte delle murature delle strutture annesse alla ex Chiesa, versanti in condizioni precarie. Si è dunque proceduto alla sistemazione dell’area di cantiere e ad una prima sistemazione delle strutture provvisionali presenti, con rimozioni e puntellature di elementi pericolanti, al fine di poter accedere in sicurezza ed eseguire i rilievi di dettaglio per il successivo progetto e montaggio degli apprestamenti previsti nel Piano della sicurezza, comprendenti le rimozioni e le puntellature nonché lo smontaggio e rimontaggio a maggiore altezza dell’esistente copertura metallica provvisoria, tale da proteggere l’organismo nel corso dei lavori;
  • Fase 2 – è seguita l’esecuzione dei rilievi di dettaglio per gli apprestamenti previsti nel Piano della sicurezza, con una prima verifica delle condizioni strutturali della volta e delle murature della chiesa, per quanto possibile tenuto conto delle opere provvisionali esistenti: stante il lasso di tempo trascorso dalla redazione del progetto, si rilevava un quadro di danneggiamento delle strutture murarie maggiore rispetto a quello previsto dal progetto nonché la precarietà e l’inefficienza delle opere provvisionali installate quali presidi delle stesse, per cui si riteneva necessario procedere ad una revisione dell’intero sistema delle opere provvisionali e dei ponteggi di servizio, così come previsti nel Piano della sicurezza. Si è quindi proceduto all’implementazione delle opere provvisionali, con montaggio dei nuovi ponteggi, smontaggio della copertura provvisoria in lastre di lamiera ondulata presente e installazione ad altezza maggiore, tale da consentire l’esecuzione dei lavori in sicurezza, di una nuova copertura provvisoria a protezione della ex chiesa;
  • Fase 3 – montati i nuovi ponteggi e la nuova copertura provvisoria è stato possibile procedere in sicurezza a verificare le condizioni di conservazione delle strutture oggetto di intervento, con riferimento in particolare all’estradosso della volta in laterizio a copertura dell’aula ed alle murature perimetrali, rilevando condizioni di degrado e dissesto più critiche di quelle ipotizzate in sede progettuale, stante la vetustà dei materiali associata all’assenza di interventi manutentivi protrattasi nel tempo ed all’azione degli agenti atmosferici, con decoesione diffusa delle malte a base di calce preesistenti, lacune e crolli.

L’esame, reso possibile dal montaggio dei ponteggi esterni e dall’innalzamento della preesistente copertura provvisoria, della configurazione e delle condizioni di conservazione delle volte al livello di copertura, nonché delle tracce visibili della preesistente copertura lignea a due falde, ha comportato modifiche delle scelte progettuali iniziali, ai fini di una più efficace tutela dell’immagine autentica dell’organismo. Si è dunque proceduto a definire una Variante di variata distribuzione di spesa, predisponendo la Perizia di Spesa n. 01/2025 in Variante rispetto alla Perizia n. 01/2020, comportante le seguenti revisioni progettuali:

  • Murature – quali opere già previste dal progetto, sono stati confermati lo smontaggio e rifacimento di tratti delle murature sommitali, fortemente decoesi, per ripristinarne la configurazione preesistente e il corretto comportamento strutturale, impiegando elementi lapidei e laterizi precedentemente smontati ed elementi recuperati dai crolli. Contestuale scuci-cuci al livello copertura, lungo i paramenti interni, di stipiti di aperture e alloggi delle travi lignee, con impiego di mattoni in laterizio di recupero. Realizzazione di rinforzi in mattoni di laterizio in corrispondenza dei preesistenti appoggi del timpano interno e delle capriate lignee, per l’appoggio delle nuove capriate in legno lamellare, e presso i nuovi architravi lignei delle aperture perimetrali;
  • riconfigurazione delle murature del timpano e laterali allo stesso, presso il prospetto posteriore, mediante realizzazione di muratura in conci di pietrame calcareo e malte a base di calce, in continuità di materiali e tessiture con i paramenti murari sottostanti; rifacimento in legno di rovere degli architravi lignei marcescenti presso le aperture al livello di copertura. Realizzazione di sbruffature con malte a base di calce idraulica sulle murature dei timpani e sulle murature perimetrali;
  • volta a botte in laterizio in foglio (sp cm 5-6 max) costolonata con arcate di rinforzo – consolidamento estradossale, previa pulizia e svuotamento dei rinfianchi già previsto dal progetto iniziale, mediante: – esecuzione di scuci-cuci puntuali per riprese di lacune nella volta e lungo gli arconi di rinforzo con elementi in laterizio di recupero; – relativamente al placcaggio con nastri in materiale composito unidirezionale previsto dal progetto iniziale, ricorso a placcaggio in reti in FRP e matrice inorganica microcristallina (INP) e, in particolare, ricorso a rete biassiale in fibre di basalto e malta di calce idraulica, con connettori in acciaio inox fissati alla volta con resina epossidica;
  • strutture di copertura – sostituzione della struttura in capriate metalliche reticolari e travi metalliche di copertura prevista dal progetto iniziale con struttura lignea di capriate e travi, come quella preesistente, ma in legno lamellare trattato con impregnante. In luogo del ‘pacchetto di copertura’ previsto dal progetto iniziale, comprendente lamiera zincata pressopiegata, getto di cls armato con rete elettrosaldata, impermeabilizzazione in membrana elastoplastomerica e manto di copertura, la Variante prevede un ‘pacchetto di copertura’ in tavolato, barriera al vapore in membrana impermeabile, pannelli coibentanti in polistirene espanso sinterizzato (sp tot cm 10), impermeabilizzazione in membrana di poliestere e manto di copertura in coppi ed embrici di recupero. Predisposizione lungo le murature perimetrali di piastre in acciaio per l’ancoraggio di capriate e travi lignee; in luogo del cordolo perimetrale in muratura di mattoni pieni armata, si prevede la posa di cordolo perimetrale in acciaio comprensivo di elementi angolari e di elementi metallici di controvento sul tavolato, con ancoraggi alle murature mediante perfori armati; realizzazione di massetto fibrorinforzato sui cordoli in acciaio;
  • gronde – rispetto al progetto iniziale, in luogo degli zampini in legno di castagno (che risulterebbero massicci e grossolani, stante lo spessore del pacchetto di copertura) e pianelle di laterizio, la variante prevede la realizzazione di aggetti di gronda in pianelle di laterizio di recupero in doppio strato e di aggetti di falda in pianelle di laterizio di recupero in unico strato, con rasatura mediante posa, superiormente, di rete in polipropilene riciclato, massetto fibrorinforzato. Si conferma la posa di canali di gronda e pluviali in rame, già previsti dal progetto iniziale, e si aggiungono converse, scossaline e compluvi in lamiera di rame;
  • rifacimento del manto di copertura impiegando, in luogo degli elementi (coppi e embrici) nuovi previsti dal progetto iniziale, coppi ed embrici nella maggiore misura possibile di recupero, impiegando (previo taglio dei rovi e cernita e pulizia degli elementi laterizi) i coppi e gli embrici presenti in cumuli nell’area circostante, al di sotto della vegetazione infestante, e integrando il manto, ove necessario, con elementi di recupero o artigianali analoghi per tipo/dimensioni/fattura/colore a quelli presenti nell’area;
Stato Progetto
STATO_TXT Fine Lavori