Chiesa di San Fermo. Verifica del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità, restauro.

Verifica del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità, restauro.

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza

  • Importo complessivo: € 930.000,00 (importo finanziamento) – € 654.319,10 (importo lavori)
  • Fonte finanziamento: Rimodulazione del piano degli interventi finanziari attraverso le risorse stanziate ai sensi dell’articolo 1, comma 140 della Legge 11 dicembre 2016, n. 322 – Prevenzione rischio sismico.

  • Inizio lavori: 9 gennaio 2023
  • Fine lavori prevista: 29 gennaio 2024
Descrizione generale del progetto

Con la legge finanziaria n. 232/2016 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (oggi Ministero della Cultura) ha avviato un’estesa azione di verifica del rischio sismico per gli edifici storici individuati tra quelli a maggior vulnerabilità.In tale ottica, le risorse economiche messe a disposizione con la legge finanziaria del 2016 sono state finalizzate alla riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici. In particolare, con la programmazione degli interventi il Ministero della Cultura ha finanziato un cospicuo numero di interventi sull’intero territorio nazionale e per quanto riguarda il territorio di competenza della Soprintendenza di Verona tali risorse sono state destinate a numerose chiese e immobili pubblici.
Tra queste una delle prime chiese rientranti nel finanziamento 2020 e 2021 è stata la chiesa di San Fermo Maggiore, insediamento chiesastico di antica origine, trasformato nel XI secolo dall’ordine benedettino in stile romanico e su Il progetto di riduzione della vulnerabilità sismica della Chiesa di San Fermo è stato sviluppato a partire da un’attenta valutazione delle problematiche emerse dalle ispezioni condotte in sito, in particolare nel sottotetto, e con il supporto di rilievi e indagini specialistiche. In particolare, come emerso anche dalle verifiche sismiche contenute nel progetto di fattibilità, i principali fattori di vulnerabilità erano rappresentati da possibili ribaltamenti fuori piano delle pareti dell’aula principale e della cappella della Madonna (sul lato stradone San Fermo), favoriti dall’assenza di efficaci presidi anti-ribaltamento (tiranti, catene) e dalla mancanza di un piano di copertura sufficientemente rigido da impedire moti autonomi della singole capriate con conseguenti spinte puntuali sulle pareti sotto l’effetto di azioni sismiche. In fase di progetto, dunque, è stata constatata l’esigenza di concentrare le risorse disponibili in maniera prevalente sugli interventi in copertura, al fine di aumentarne e renderne il più possibile affidabile la rigidezza nel proprio piano. L’intervento inoltre è stato finalizzato ad assicurare adeguati collegamenti fra i vari componenti delle strutture lignee e fra questi e la sommità delle pareti murarie, con il duplice obiettivo di limitare gli effetti di “martellamento” delle capriate sulle murature perimetrali e di trattenere la sommità delle pareti stesse impedendo l’attivazione dei meccanismi di ribaltamento più deboli.
Si tratta in effetti di una tipologia di interventi che più frequentemente viene realizzata per ridurre la vulnerabilità sismica delle chiese, ma la cui realizzazione presentava nel caso di San Fermo Maggiore particolari criticità, legate a complessità costruttive uniche della copertura, che deve sostenere anche il pesante controsoffitto ligneo a carena di nave. Per tale motivo la progettazione degli interventi strutturali ha richiesto lo sviluppo di soluzioni specifiche e quindi lo studio di dettagli costruttivi che si adattassero alle configurazioni sempre diverse che si riscontravano nei collegamenti delle strutture e successivamente dai frati francescani secondo moduli stilistici di gusto gotico.

Stato Progetto
STATO_TXT Fine Lavori