Al Museo Bizantino e Cristiano di Atene inaugurata la Mostra “La Grecia e le rotte per l’Occidente. Il relitto del canale di Otranto” (15 giugno 2026)

Nell’ambito della stretta collaborazione istituzionale tra il Ministero della Cultura della Repubblica italiana e il Ministero della Cultura della Repubblica ellenica il 15 giugno 2026, alla presenza dei due ministri Alessandro Giuli e Lina Mendoni, è stata inaugurata presso il Museo Bizantino e Cristiano di Atene la mostra La Grecia e le rotte per l’Occidente. Il relitto del canale di Otranto (Italia). L’esposizione, che sarà visitabile fino al 15 settembre 2026, è incentrata su una delle più importanti scoperte archeologiche subacquee degli ultimi anni: il carico di un relitto navale individuato nel canale di Otranto nel corso dei lavori per la realizzazione del gasdotto “Trans Adriatic Pipeline” (TAP), a ca. 780 m. di profondità.

Il relitto rappresenta una delle più rilevanti testimonianze dei traffici che coinvolgevano la Grecia e l’Occidente nel periodo alto-arcaico: l’imbarcazione, databile nel corso del VII sec. a.C., trasportava un carico omogeneo, costituito da contenitori da trasporto e da vasellame prodotti a Corinto e destinati ai mercati dell’Italia meridionale e tirrenica. La rotta seguita dall’imbarcazione è ricostruibile lungo una traiettoria che muovendo dal Lechaion, il porto di Corinto, attraversava il golfo omonimo e, costeggiando le isole ionie e le coste dell’Epiro, affrontava l’attraversamento del canale di Otranto nel suo punto più stretto: qui, la nave, travolta con ogni probabilità da una tempesta, affondò.

La mostra espone una selezione del carico della nave, composto da oltre 350 reperti tra anfore, grandi contenitori e vasellame fine, e comprende anche una sezione dedicata allafruizione di prodotti multimediali destinati ad illustrare le modalità della scoperta e le tecnologie utilizzate per il recupero.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Scuola archeologia italiana di Atene e la Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, rientra nell’ambito del programma di tutela e valorizzazione condotto dal Dipartimento Tutela del Patrimonio Culturale e dalla Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, finalizzato anche al consolidamento degli scambi culturali e dei rapporti internazionali.

A Salonicco firmato il rinnovo del Progetto “Universal Archaeological Puzzle: an Italian and Greek Project” (16 giugno 2026)

Italia e Grecia rinnovano la collaborazione per lo studio e la ricomposizione dei reperti del sequestro Symes, recuperati grazie al fondamentale contributo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio culturale.

Il 16 giugno 2026, al Museo Archeologico di Salonicco, alla presenza del Ministro della Cultura della Repubblica Italiana, Alessandro Giuli, e del Ministro della Cultura della Repubblica Ellenica, Lina Mendoni, il Capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del Ministero della Cultura italiano, Luigi La Rocca, e il Segretario Generale del Ministero della Cultura ellenico, Olympia Vikatou, hanno firmato a Salonicco la proroga del Memorandum d’Intesa sottoscritto lo scorso anno ad Atene.

Il rinnovo dell’accordo consente di proseguire e rafforzare le attività congiunte dedicate al recupero, allo studio e alla ricostruzione dei reperti archeologici in stato frammentario provenienti dal sequestro Symes. Grazie all’addendum firmato oggi, il progetto “Universal Archaeological Puzzle” sarà esteso per ulteriori due anni. Sono previste iniziative di valorizzazione sia in Italia sia in Grecia per illustrare al pubblico il complesso lavoro di restauro e ricerca svolto dai due Paesi.

Il Memorandum ha consentito di avviare le attività in corso presso i laboratori di restauro del Museo di Salonicco, dove specialisti e ricercatori italiani e greci sono impegnati nella ricomposizione dei vasi e nello studio scientifico dei materiali.

Nel corso della visita istituzionale, la professoressa Maria Chiara Monaco, docente di Archeologia classica dell’Università degli Studi della Basilicata, partner scientifico del MIC nel Progetto, ha illustrato ai Ministri i progressi raggiunti, soffermandosi sul lavoro quotidiano di ricostruzione fisica dei frammenti e sulle attività di analisi iconografica delle raffigurazioni presenti sui reperti.

A conclusione della conferenza stampa, l’Italia ha inoltre formalmente restituito alla Grecia un tesoretto composto da 145 monete in bronzo di epoca romana imperiale, conservato presso il Museo Nazionale Romano dal 1933. Le monete, provenienti dall’isola di Cos, erano state trasferite in Italia per finalità di studio durante il periodo dell’amministrazione italiana del Dodecaneso.

La firma della proroga del Memorandum e la restituzione del nucleo numismatico rappresentano un ulteriore passo nel rafforzamento della cooperazione culturale tra Italia e Grecia e confermano il comune impegno dei due Paesi nella tutela del patrimonio archeologico, nella ricerca scientifica e nella promozione della diplomazia culturale.