Che cosa accade quando un affresco viene strappato dal luogo per cui era stato concepito? Quando un reperto archeologico viene sottratto al suo contesto originario? O quando un documento viene falsificato e perde la sua capacità di testimoniare la verità dei fatti?

Si conclude la seconda edizione del progetto sulla legalità promosso da Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento e Archivio di Stato di Caserta, con il contributo del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Napoli. Un percorso formativo per comprendere come furti, traffici illeciti, alterazioni e falsificazioni possano compromettere la memoria collettiva e l’identità dei luoghi.

Che cosa accade quando un affresco viene strappato dal luogo per cui era stato concepito? Quando un reperto archeologico viene sottratto al suo contesto originario? O quando un documento viene falsificato e perde la sua capacità di testimoniare la verità dei fatti?

Sono alcune delle domande che hanno guidato “Storie criminali. Autenticità e falso”, la seconda edizione del progetto annuale dedicato alla cultura della legalità e alla tutela del patrimonio culturale, nato dal protocollo d’intesa sottoscritto il 24 novembre 2024 tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento e l’Archivio di Stato di Caserta, con il fondamentale contributo del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Campania.

L’iniziativa ha proposto agli studenti un percorso di approfondimento, con lezioni in classe, nella Biblioteca della Soprintendenza Abap e nell’Archivio di Stato, che ha posto al centro non soltanto la conoscenza delle norme di tutela, ma soprattutto il valore dell’autenticità come elemento fondante del patrimonio culturale. Attraverso casi concreti di traffico illecito di reperti, furti di opere d’arte, alterazioni del paesaggio, falsificazioni documentarie e attività di recupero e restauro, i partecipanti hanno potuto comprendere come ogni atto illegale produca una perdita che va ben oltre il danno materiale, incidendo sulla capacità delle comunità di riconoscersi nella propria storia e nei propri luoghi.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo degli archivi, custodi della memoria documentaria e garanti dell’affidabilità delle fonti, la cui attività quotidiana assicura la conservazione dell’integrità e del valore giuridico dei documenti tramandati alle generazioni future.

RINGRAZIAMENTI

Il progetto, ideato e coordinato per la Soprintendenza dal Dirigente Mariano Nuzzo e dall’Ufficio Studi e Ricerca della Soprintendenza, diretto da Mariangela Mingione, ha visto la partecipazione attiva di numerosi professionisti impegnati quotidianamente nella tutela del patrimonio culturale e nella conservazione della memoria documentaria.

Per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento sono intervenuti Antonio Salerno, Antonio Russo, Sara Miele, Giulia Nanfa, Rossano Vetrano, Mariangela Buanne e Antonia Parisi, che hanno accompagnato gli studenti nell’approfondimento delle diverse dimensioni della tutela: archeologica, storico-artistica, paesaggistica, amministrativa e conservativa.

Fondamentale è stato inoltre il contributo del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, che ha illustrato attività, strumenti e casi concreti di contrasto agli illeciti contro il patrimonio culturale.

Per l’Archivio di Stato di Caserta hanno preso parte al progetto la Direttrice Fortunata Manzi e Stefania Vespucci, che hanno guidato gli studenti alla scoperta del valore giuridico, storico e civile della documentazione archivistica, approfondendo il tema dell’autenticità documentaria e degli strumenti utilizzati per il suo accertamento.

Le attività laboratoriali e di valorizzazione delle raccolte bibliografiche della Soprintendenza sono state curate da Francesco Balletta, Giuliana Capasso, Simona Cocco, Annachiara Bencivenga e Giorgia Iorio, lo storico Giuseppe De Nitto, che hanno accompagnato i partecipanti in un percorso di conoscenza del patrimonio librario e documentario dell’Istituto, includendo attività didattiche interattive con storytelling e uno speciale kahoot sul libro “I delitti contro il patrimonio culturale”. Istituti scolastici coinvolti: Fondazione Villaggio dei Ragazzi “Don Salvatore D’Angelo” di Maddaloni, Liceo Classico annesso al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, Istituto Tecnico Statale “Michelangelo Buonarroti” di Caserta, I.I.S. “Leonardo Da Vinci” di Santa Maria Capua Vetere e Istituto di istruzione superiore Liceo Artistico San Leucio di Caserta.