Area archeologica di Herdonia, Ponte Rotto sul Cervaro e Ponte romano sul Carapelle: collegamento tra le aree scavate e sistemazione dell’accesso dalla provinciale
Intervento di restauro e miglioramento della fruizione dell’area archeologica di Herdonia
Soprintendenza, Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Barletta-Andria-Trani e Foggia
- Importo complessivo: € 1.000.000,00
- Fonte finanziamento: Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al PNRR, Intervento 12 “percorsi nella storia – treni storici e itinerari culturali”
- Inizio lavori: 15 luglio 2024
- Fine lavori prevista: 10 dicembre 2025
Descrizione generale del progetto
Il progetto riguarda beni ricadenti sul tratto della via Traiana che attraversa il comune di Ordona incontrando l’area archeologica di Herdonia, il Ponte Rotto sul Cervaro e il Ponte Romano sul Carapelle dando priorità al sito dell’antica Herdonia, più precisamente all’area del castellum, localizzata ai margini NO dell’area archeologica, su un pianoro ben delimitato. L’intervento in oggetto comprende opere di carattere conservativo e di valorizzazione dell’area, ed è finalizzato a raccontare il passato significativo del sito ed a creare sistemi di accesso e percorsi di visita. In particolare, l’accesso all’area archeologica avverrà partirà dalla S.P. 110, per raggiungere poi il castellum. Il Ponte rotto sul Cervaro e il Ponte romano sul Carapelle, invece, allo stato di rudere, saranno valorizzati con interventi di pannellistica e comunicazione pensati nella stessa area archeologica di Herdonia. Il progetto ha infatti lo scopo di rendere fruibile e raccontare il significativo passato del luogo che ad oggi versa in stato di degrado e abbandono. L’approccio che si intende adottare è di carattere conservativo e mira alla valorizzazione del sito, mediante l’utilizzo di materiali e tecnologie che non alterano lo stato generale del luogo ma ne esaltano la notevole rilevanza storica. Uno dei principali interventi progettuali consiste nella realizzazione di percorsi pedonali che consentono il raggiungimento del sito archeologico, superando il dislivello che caratterizza l’area. All’interno del sito, il percorso di visita raggiunge le rovine presenti e sulla sommità del crinale, ricalca quello che, da testi storici e da risultanze di indagini geofisiche, sembra essere stato il tracciato delle antiche mura di cinta. Lungo il versante sud-est dell’area archeologica, l’elemento architettonico della cavea è pensato come punto di sosta per i fruitori del sito archeologico ed è costituito da un sistema di 8 sedute in pietra. Il progetto di restauro sulle strutture presenti sul pianoro del castellum e che consistono nella basilica dell’XI secolo, poi trasformata in domus palatina in età sveva e masseria in età angioina, e nelle strutture di produzione (calcara e pozzo), parte da una accurata analisi dei materiali utilizzati (pietre calcarenitiche; laterizi gialli e rossi; blocchi di pietra locale; blocchi di travertino). Gli interventi di restauro, quindi, si distinguono principalmente in quattro fasi:
- operazioni preliminari, necessarie per individuare le aree di intervento soggette a distacchi, mancanze totali o parziali;
- fase di preconsolidamento, che consente una preparazione del supporto per una efficace pulizia;
- fase di pulitura, costituita da tutte le operazioni necessarie all’eliminazione dei depositi sui diversi materiali;
- fase di consolidamento e trattamento delle lacune, operazioni necessarie all’eliminazione di perdite di continuità.

